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SexBox - Sesso tra ex: tentazione, nostalgia o guaio annunciato ?

  • federicanike
  • 28 ott 2025
  • Tempo di lettura: 2 min

Fare sesso con un ex è come aprire una porta che pensavamo chiusa, ma che ancora profuma di familiarità.


C’è la chimica di sempre, la conoscenza dei corpi, il conforto di ciò che è noto. A volte sembra un ritorno al passato, altre volte un modo per salutarsi davvero.

Ma dietro quell’intimità può nascondersi un inganno emotivo: il desiderio di sentirsi ancora desiderati, la nostalgia mascherata da passione, la paura del vuoto dopo la fine. Il corpo ricorda, anche quando la mente sa che la storia è finita.

Non esiste una regola universale: per alcuni è una parentesi liberatoria, per altri un passo indietro che riapre ferite. L’importante è chiedersi perché lo si fa: per piacere, per affetto, o per non affrontare la solitudine.


Il lato positivo? C’è confidenza. Non devi spiegare cosa ti piace, né fingere. I corpi si conoscono già, e questo può rendere l’incontro più autentico, più libero. In alcuni casi, può perfino aiutare a chiudere un cerchio, trasformando l’addio in qualcosa di meno doloroso, più umano. È un modo per dire: ci siamo amati, e va bene così.

Perché a volte il sesso con un ex non riaccende ciò che era, ma ci mostra, con chiarezza, che è davvero finito.

A volte, quel contatto riaccende qualcosa di buono: un ricordo di intimità, la consapevolezza che il desiderio non è finito, anche se la relazione sì. Può persino aiutare a ritrovare fiducia in sé, nel proprio corpo, nella propria capacità di sentire.


Si dice spesso che l’amore con un ex è come la zuppa riscaldata: non ha mai lo stesso sapore.

Ma forse il problema non è la zuppa, è come la si riscalda.


Perché certe pietanze, se lasciate riposare, diventano persino più buone. I sapori si mescolano, gli ingredienti trovano un nuovo equilibrio. Così può accadere anche con le persone: dopo il tempo, le ferite e la distanza, a volte si riscopre un gusto diverso, più maturo, più vero.

Non tutte le relazioni meritano di essere “riscaldate”, certo. Alcune vanno lasciate dove sono, altre invece possono rinascere — non per nostalgia, ma perché entrambi sono cambiati, e la ricetta non è più la stessa.

In fondo, ognuno ha i propri gusti: c’è chi ama i sapori nuovi e chi trova conforto nei piatti di sempre. L’importante è non scaldare per abitudine, ma per desiderio. Perché tra una minestra insipida e un piatto riscoperto con cura… la differenza la fa sempre l’intenzione.


Ascolta la puntata completa a questo link:


Cari saluti,

Federica Nike







 
 
 

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