SexBox - La prima volta che ho visto un porno
- federicanike
- 28 ott 2025
- Tempo di lettura: 2 min
La pornografia fa parte della nostra cultura sessuale da decenni, ma cosa succede quando impariamo a vivere il sesso attraverso uno script costruito per lo sguardo e non per il corpo?
Il porno tradizionale spesso mostra orgasmi perfetti, corpi standardizzati e dinamiche di potere che poco hanno a che fare con il piacere autentico.
Questo può creare aspettative irrealistiche: il sesso diventa prestazione, il desiderio un obbligo visivo, e il piacere corporeo viene subordinato a ciò che “dovremmo” trovare eccitante.
Eppure, la pornografia non è tutta uguale. Ci sono lati positivi: può essere una fonte di esplorazione, di scoperta della propria sessualità, e può aiutare a parlare di piacere in maniera aperta e senza vergogna. In particolare, il porno queer rompe gli schemi tradizionali, mostrando sessualità diverse, corpi vari e relazioni non eteronormative, offrendo rappresentazioni più inclusive e autentiche del desiderio.
Anche Erika Lust è un esempio di come la pornografia possa essere ripensata: i suoi lavori puntano sul consenso, il piacere reciproco e l’autenticità, creando un’esperienza visiva che rispetta i corpi e le emozioni degli attori, lontana dall’oggettificazione e dal ritmo frenetico del porno mainstream.
Allo stesso tempo, i rischi rimangono reali. Guardare pornografia standardizzata può distorcere le aspettative, far sentire “insufficienti” i corpi, e insegnare a dare priorità allo spettacolo piuttosto che al contatto reale. Quando il desiderio diventa uno script da seguire, il sesso rischia di trasformarsi in performance anziché in esperienza condivisa.
In sintesi, la pornografia è uno strumento potente, con pro e contro. Se consumata con consapevolezza, può aprire orizzonti, stimolare la curiosità e far scoprire nuovi modi di vivere il piacere.
Ma solo se ricordiamo che il corpo e il piacere reale non seguono sceneggiature, e che il sesso autentico nasce dall’ascolto, dal desiderio condiviso e dalla libertà di essere se stessi.
Ascolta la puntata completa a questo link:
Cari saluti,
Federica Nike




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